Tag Archives: vendita patate antiche

“Patata bianca di Oreno” la patata che rinasce a Monte Marenzo

http://cascinacosta.it/2016/la-patata-antica…relle-centenarie/settembre http://www.unpaeseperstarbene.it/wp-content/uploads/2014/09/patata1.jpg

la patata
•             che non ha mai visto un tulipano ( non viene dall’Olanda)
•             che non ha mai viaggiato su un tir (a km 0)
•             che  si risemina da sè di anno in anno
•             che non è mai passata per la farmacia ( nessun maltrattamento chimico)
•             che  contiene poca solanina e quindi non fa male

(vedi libro Solanina,  mangiare  patate senza mal di pancia”)
•             particolarmente adatta alla frittura (vedi libro)
•             che non è mai uguale alle sue sorelle, perché ha una forte personalità

I suoi antenati sono  arrivati in Italia dopo un lungo viaggio dall’America attraverso la Francia e si sono insediati nel nord dell’Italia, dalla Liguria alla Lombardia. La tradizione racconta che a portarla nelle nostre zone sia stato Alessandro Volta

Sta tornando a rivivere la sua storia grazie al Parco della Cavallera e al protocollo di intesa tra alcuni  agricoltori del Parco e la Associazione Agricoltori Valle San Martino.

Il  progetto è partito  nel 2010 con soli   28 kg di patate fornite dal “Consorzio della patata quarantina”  e con il corso di formazione a cura del professor Massimo Angelini.

Le patate sono state  selezionate, controllate durante il lungo periodo di  dormienza al buio  e ad ogni primavera  risvegliate dal sonno invernale  e messe a pre-germogliare dopo essere state cullate per 6 mesi in terreni biologici


Bianca di Oreno coltivata in Cascina Costa Antica

Sono state raccolte e selezionate per essere consegnate al  Parco della Cavallera che le ha fornite anche agli  agricoltori del Parco facenti parte del progetto di recupero per la semina ad Oreno

E si ricomincia il ciclo di produzione per il prossimo anno. Possiamo felicemente affermare  che  siamo ormai in piena produzione dopo questo  grosso lavoro di cura e selezione e per la prima volta possiamo riservare al pubblico  attento alla biodiversità e alla filiera extracorta  un buon quantitativo di belle e sane “patate bianche di Oreno”

…………………………………………………………………………………………………………………………………………

vendita di  patate antiche
Bianca di Oreno ma non solo
Una  volta imparato dalla teoria e poi dalla pratica come selezionare, conservare e riprodurre i tuberi di patata da riseminare, ci siamo allargati a coltivare più di 20 varietà di patate antiche. Le abbiamo controllate, poi assaggiate e alla fine ne abbiamo considerate interessanti molte di loro.
http://cascinacosta.it/2016/la-patata-antica-bianca-e-le-sue-sorelle-centenarie/

la “Bianca” e le sue 13 sorelle antiche        la Bianca e le sue sorelle antiche 006vitelotte
parli, etzel blue
aran victoria, blue schweden
blu sangallo, bamberger
rote emma, andengold
regina,  allianz,  melighe,
benedizione dei campi

storia passata

Le patate “made in Monte Marenzo” irrompono sul mercato settembre 2012

http://www.unpaeseperstarbene.it/?s=patata

 

Grande successo della prima vendita ufficiale  delle prime patate “Bianca di Oreno” nell’ambito della 25° edizione della  prestigiosa fiera di  Oreno, che si è svolta nello scorso week e nel precedente appunto in questa frazione di Vimercate, con protagonista assoluta la patata.

Il recupero di questa varietà è stato promosso dal Parco della Cavallera  in collaborazione con l’Associazione Agricoltori Valle San Martino e i primi tuberi semi dopo due anni di coltivazione sono stati forniti dall’azienda Barachetti Adelio e da Cascina Costa Antica di Monte Marenzo e coltivati  da  tre agricoltori del Parco della Cavallera facenti  parte del progetto di recupero di questa varietà antica di patata bianca, diffusa e apprezzata  un tempo nel territorio milanese e  brianzolo.

Alla fiera di Oreno l’Associazione Agricoltori Valle San Martino era presente con un  banco allestito dalla associata  Gaddi Lori con lo slogan:

la patata bianca di Oreno nasce tra i monti e i colli della Valle San Martino

 e la stessa insieme al tecnico agronomo dott.  Niccolò Mapelli, responsabile per il Parco del progetto, ha insacchettato le patate da vendere: queste sono state vendute esclusivamente  in sacchetti numerati e prestampati, per garantirne la provenienza.

Il progetto va avanti e le patate raccolte in questo mese  in Valle, che serviranno per la semina nel Parco della Cavallera il prossimo anno,  sono state coltivate dai seguenti produttori: Cascina Costa Antica,  Adelio Barachetti di Monte Marenzo, Lori Gaddi della Casina  di Lorentino, Il prato delle lucciole di Torre de Busi,  Elio Rossi di Carenno.

La patata bianca di Oreno naturalmente è squisita e siamo orgogliosi di aver contribuito con la buona terra  di Monte Marenzo al suo recupero.

Consigli per la cucina

ottima per gnocchi, per purè e passati, favolosa fritta con la buccia, speciale per torte. Se si vuole togliere la buccia prima della cottura conviene tagliarla a dischi di spessore 1,5 cm e poi pelare questi: cos+ si supera l’irregolarità della patata, che è anche il suo pregio, per la presenza di numerosi occhi riproduttivi.
Vedi ricetta nella pagina delle ricette:
la torta di patate del grande Artusi, perfetta con queste patate
e la ricetta friulana dei gnocchi con le prugne

Piacevole sorpresa

questo olio su tela del pittore Albert Anker del 1886 ritrae
“la piccola pelatrice di  patate”
notate che le patate che sta pelando sono bianche e irregolari nella forma, proprio come la antica patata  “bianca di Oreno”
anche in questa opera antecedente
patate PITTURA 005
August Kotzschs „Kartoffeln“ von 1870
 
e anche Van Gogh ha dipinto diverse tele con  patate irregolari e grosse come queste in
   
“pittura morta con cavolo e patate” 1881
vincent-foto-2-con-dida
e bellissime le parole dello stesso Van Gogh nel commentare il quadro:
“I mangiatori di patate”  del 1885
i mangiatori di patate di Van Gogh
 “Ho voluto, lavorando, far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada mangia patate servendosi dal piatto con le mani, ha zappato essa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute; il quadro, dunque, evoca il lavoro manuale e lascia intendere che quei contadini hanno onestamente meritato di mangiare ciò che mangiano. Non vorrei assolutamente che tutti si limitassero a trovarlo bello o pregevole”.