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La patata antica bianca e le sue antiche sorelle colorate

la Bianca e le sue sorelle antiche 006

L’ antica patata bianca e le sue sorelle colorate selezionate e riprodotte

in  Cascina Costa Antica con paziente e gioioso lavoro 

E’ questo l’ottavo anno che siamo esperti custodi della patata bianca di Oreno

( vedi articolo http://cascinacosta.it/2014/associazione-agricoltori-valle-san-martino-patata-bianca-di-oreno-la-patata-che-nasce-monte-marenzo/Questa felice esperienza ci ha permesso di fare  con successo pratica di salvaguardia e riproduzione di molte altre patate antiche.Il raccolto 2016 ha reso possibile   per la primavera  2017  la disponibilità di “piccoli” quantitativi delle  seguenti ottime patate antiche che si possono riprodurre amatorialmente: tutto esaurito per quest’anno, ci rivediamo in autunno

BLU SVEZIA (Blu congo) origine Svizzera pasta viola e BLU SANGALLO origine Svizzera pasta viola

MOOR SIEGLINDE origine Germania pasta gialla 

ALLIANS origine Germania pasta gialla 

ARRAN VICTORIA origine Scozia pasta bianco candido

ADRETTA origine Germania pasta gialla 

PARLI origine Svizzera pasta giallo rosa adatta alla montagna

 

 

ti chiamerai Martino

Ed eccoci ad un nuovo anno di mais antico: è già il 18° anno ormai che seminiamo il mais,come molti di voi che ci hanno seguito sul nostro blog ben sapranno

http://cascinacosta.it/2013/la-storia-di-una-pannocchia-di-mais-antico-continua/

pannocchia

Quella piccola pannocchia del lontano 1997 è riuscita a creare una meravigliosa moltitudine di chicchi sparsi in tutti questi anni, imparentandosi a loro volta via via con altri mais di altre pannocchie antiche, tutte comunque parenti tra di loro, che portavamo preziosamente in cascina e seminavamo insieme alle nostre, in nome e in rispetto della legge  della biodiversità che recita:

più diversità, più ricchezza, più forza, più sapore

 

cassettapannocchie

               Dopo un  accurato lavoro di selezione, chi mai può dire ora quale tipo di mais sia mai il nostro. Si è così acclimatato bene nelle nostre terre coltivate biologicamente che ha dato origine a pannocchie ben strutturate, forti, belle a vedersi e buone a mangiarsi.

Ma allora ci è nata l’esigenza di risolvere questo dilemma, in risposta a quanti ci chiedono:che tipo di mais antico avete?

Caro vecchio mais di Cascina Costa Antica, è giunto il momento solenne che tu abbia diritto alla cittadinanza e al nome: sei ormai residente in queste colline da ben 18 anni, sei maggiorenne, e quindi riteniamo giusto darti la cittadinanza della Valle San Martino

e chiamarti

Martino

maistondo

a Cascina Costa Antica si coltiva il mais Martino

“Patata bianca di Oreno” la patata che rinasce a Monte Marenzo

http://cascinacosta.it/2016/la-patata-antica…relle-centenarie/settembre http://www.unpaeseperstarbene.it/wp-content/uploads/2014/09/patata1.jpg

la patata
•             che non ha mai visto un tulipano ( non viene dall’Olanda)
•             che non ha mai viaggiato su un tir (a km 0)
•             che  si risemina da sè di anno in anno
•             che non è mai passata per la farmacia ( nessun maltrattamento chimico)
•             che  contiene poca solanina e quindi non fa male

(vedi libro Solanina,  mangiare  patate senza mal di pancia”)
•             particolarmente adatta alla frittura (vedi libro)
•             che non è mai uguale alle sue sorelle, perché ha una forte personalità

I suoi antenati sono  arrivati in Italia dopo un lungo viaggio dall’America attraverso la Francia e si sono insediati nel nord dell’Italia, dalla Liguria alla Lombardia. La tradizione racconta che a portarla nelle nostre zone sia stato Alessandro Volta

Sta tornando a rivivere la sua storia grazie al Parco della Cavallera e al protocollo di intesa tra alcuni  agricoltori del Parco e la Associazione Agricoltori Valle San Martino.

Il  progetto è partito  nel 2010 con soli   28 kg di patate fornite dal “Consorzio della patata quarantina”  e con il corso di formazione a cura del professor Massimo Angelini.

Le patate sono state  selezionate, controllate durante il lungo periodo di  dormienza al buio  e ad ogni primavera  risvegliate dal sonno invernale  e messe a pre-germogliare dopo essere state cullate per 6 mesi in terreni biologici


Bianca di Oreno coltivata in Cascina Costa Antica

Sono state raccolte e selezionate per essere consegnate al  Parco della Cavallera che le ha fornite anche agli  agricoltori del Parco facenti parte del progetto di recupero per la semina ad Oreno

E si ricomincia il ciclo di produzione per il prossimo anno. Possiamo felicemente affermare  che  siamo ormai in piena produzione dopo questo  grosso lavoro di cura e selezione e per la prima volta possiamo riservare al pubblico  attento alla biodiversità e alla filiera extracorta  un buon quantitativo di belle e sane “patate bianche di Oreno”

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vendita di  patate antiche
Bianca di Oreno ma non solo
Una  volta imparato dalla teoria e poi dalla pratica come selezionare, conservare e riprodurre i tuberi di patata da riseminare, ci siamo allargati a coltivare più di 20 varietà di patate antiche. Le abbiamo controllate, poi assaggiate e alla fine ne abbiamo considerate interessanti molte di loro.
http://cascinacosta.it/2016/la-patata-antica-bianca-e-le-sue-sorelle-centenarie/

la “Bianca” e le sue 13 sorelle antiche        la Bianca e le sue sorelle antiche 006vitelotte
parli, etzel blue
aran victoria, blue schweden
blu sangallo, bamberger
rote emma, andengold
regina,  allianz,  melighe,
benedizione dei campi

storia passata

Le patate “made in Monte Marenzo” irrompono sul mercato settembre 2012

http://www.unpaeseperstarbene.it/?s=patata

 

Grande successo della prima vendita ufficiale  delle prime patate “Bianca di Oreno” nell’ambito della 25° edizione della  prestigiosa fiera di  Oreno, che si è svolta nello scorso week e nel precedente appunto in questa frazione di Vimercate, con protagonista assoluta la patata.

Il recupero di questa varietà è stato promosso dal Parco della Cavallera  in collaborazione con l’Associazione Agricoltori Valle San Martino e i primi tuberi semi dopo due anni di coltivazione sono stati forniti dall’azienda Barachetti Adelio e da Cascina Costa Antica di Monte Marenzo e coltivati  da  tre agricoltori del Parco della Cavallera facenti  parte del progetto di recupero di questa varietà antica di patata bianca, diffusa e apprezzata  un tempo nel territorio milanese e  brianzolo.

Alla fiera di Oreno l’Associazione Agricoltori Valle San Martino era presente con un  banco allestito dalla associata  Gaddi Lori con lo slogan:

la patata bianca di Oreno nasce tra i monti e i colli della Valle San Martino

 e la stessa insieme al tecnico agronomo dott.  Niccolò Mapelli, responsabile per il Parco del progetto, ha insacchettato le patate da vendere: queste sono state vendute esclusivamente  in sacchetti numerati e prestampati, per garantirne la provenienza.

Il progetto va avanti e le patate raccolte in questo mese  in Valle, che serviranno per la semina nel Parco della Cavallera il prossimo anno,  sono state coltivate dai seguenti produttori: Cascina Costa Antica,  Adelio Barachetti di Monte Marenzo, Lori Gaddi della Casina  di Lorentino, Il prato delle lucciole di Torre de Busi,  Elio Rossi di Carenno.

La patata bianca di Oreno naturalmente è squisita e siamo orgogliosi di aver contribuito con la buona terra  di Monte Marenzo al suo recupero.

Consigli per la cucina

ottima per gnocchi, per purè e passati, favolosa fritta con la buccia, speciale per torte. Se si vuole togliere la buccia prima della cottura conviene tagliarla a dischi di spessore 1,5 cm e poi pelare questi: cos+ si supera l’irregolarità della patata, che è anche il suo pregio, per la presenza di numerosi occhi riproduttivi.
Vedi ricetta nella pagina delle ricette:
la torta di patate del grande Artusi, perfetta con queste patate
e la ricetta friulana dei gnocchi con le prugne

Piacevole sorpresa

questo olio su tela del pittore Albert Anker del 1886 ritrae
“la piccola pelatrice di  patate”
notate che le patate che sta pelando sono bianche e irregolari nella forma, proprio come la antica patata  “bianca di Oreno”
anche in questa opera antecedente
patate PITTURA 005
August Kotzschs „Kartoffeln“ von 1870
 
e anche Van Gogh ha dipinto diverse tele con  patate irregolari e grosse come queste in
   
“pittura morta con cavolo e patate” 1881
vincent-foto-2-con-dida
e bellissime le parole dello stesso Van Gogh nel commentare il quadro:
“I mangiatori di patate”  del 1885
i mangiatori di patate di Van Gogh
 “Ho voluto, lavorando, far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada mangia patate servendosi dal piatto con le mani, ha zappato essa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute; il quadro, dunque, evoca il lavoro manuale e lascia intendere che quei contadini hanno onestamente meritato di mangiare ciò che mangiano. Non vorrei assolutamente che tutti si limitassero a trovarlo bello o pregevole”.

 

come una lumaca può insegnarci ad uscire dalla crisi

 

tratto dal discorso del Presidente di Slow Food Carlo Petrini  martedì 24 giugno 2014 e liberamente intitolato

“come una lumaca ci può condurre fuori dalla crisi verso una comunità solidale”

Gustavo ed io c’eravamo

Carlin Petrini: abbiamo perso la saggezza  dei nostri nonni…….

Così comincia il bell’articolo sul discorso di Carlo Petrini, presidente di Slow Food al Campus universitario di Lecco martedì 24 giugno, che ruotava intorno alla necessità della presa di coscienza  del limite della nostra vita su questa Terra Madre, bene non infinito lei stessa.

Vi invito a leggere l’intero articolo apparso sul giornale on line  www.lecconews.lc,  che riporta esattamente tutto l’intervento di Petrini fino al racconto della sua chiacchierata telefonica con Papa Francesco.

http://lecconews.lc/news/petrini-abbiamo-perso-la-saggezza-dei-nostri-nonni-e-ci-siamo-ridotti-a-questi-chef-67465/#.U6rix_l_t1Y

Io mi limito a sottolineare le cose che a me per la mia scelta di vita sono apparse di grande conforto.

Primo monito i contadini ed il loro ruolo primario nell’economia mondiale: senza cibo non c’è vita ed il cibo lo forniscono da migliaia di anni i contadini. Contadini,  badate bene, e non imprenditori agricoli, ha sottolineato Petrini
Nei suoi interventi alle università parlando agli studenti italiani ha chiesto quanti volessero fare i contadini come scelta di vita e le risposte sono state  soltanto due, tre  su  400, 500 ragazzi  presenti. “Miei eroi, ha detto, venite accanto a me. E voi altri 400  cosa pensate di poter mangiare grazie solo a questi due, tre eroi?” Ha fatto notare che la stessa domanda fatta agli studenti delle più prestigiose università americane ha dato esito molto più confortante, 20 30 ragazzi hanno alzato la mano!
Secondo monito: I tempi stanno cambiando, non abbiate timore: questa crisi è una crisi entropica e non se ne esce come dicono i nostri governanti con la ripresa dei consumi, ma con il cambiamento delle consapevolezze sulla vita. Entropia significa consumare più energia di quella che produciamo, dobbiamo interrompere  questo percorso folle che porta allo spreco delle risorse limitate e pensare che per i nostri 4 anni su questa terra dobbiamo essere felici.  non consumatori accumulatori spreconi di cose
L’esempio portato è quello trovato da Ivan Illich, grande filosofo e teologo del novecento: la lumaca, che poi è il simbolo di slow food, costruisce a spirale la sua casa, ma ad un tratto si ferma, potrebbe continuare, ma non lo fa. Questo perché intuisce che se la casa diventa più grande la schiaccia sotto il suo peso. Non abbiate timore, ha continuato, perché il cambiamento è già in atto, è come un fiume sotterraneo, ad un tratto sbucherà alla luce.

Terzo monito rivolto ai consumatori: andate a casa e aprite i frigoriferi, sono cimiteri di prodotti scaduti che buttate. Bisogna divenire consapevoli dei nostri consumi. Scegliete prodotti locali, sostenete i contadini dei vostri luoghi, cercate mercati contadini locali, chiedete biodiversità dei prodotti, fate ovunque orti, orti, orti..

Facciamo tornare il cibo al centro dell’economia,  non dobbiamo consumare energia   

più del necessario, ma  valorizzare ciò che non si butta ma dura a  lungo. L’aggettivo sostenibile significa  durevole: torniamo quindi  alla saggezza dei nostri nonni che non buttavano,  ma riusavano le cose  per  farle durar

Quarto monito  rivolto ai politici locali : l’EXPO  non deve essere solo  occasione per rilanciare il turismo locale, l’Expo è soprattutto ragionare sul valore del CIBO E DELLE PRODUZIONI SOSTENIBILI. Sostenibile significa durevole.

Mettere al centro  i contadini e i loro  prodotti, ma non per il turismo fine a se stesso, ma  per la qualità della vita su tutta la Madre Terra in generale e sul proprio territorio in particolare

Altro Monito alla sinistra italiana:  la sinistra italiana è sempre stata sorda al problema del cibo come motore della economia, oltre che motore morale, sociale, culturale  della comunità. E continua ad esserlo tuttora. Deve cominciare a farlo con urgenza

 

E per finire  un passaggio che mi ha fatto sorridere con gioia:

Non c’è alternativa: per uscire dalla crisi

BISOGNA CREARE UNA COMUNITA’ SOLIDALE

la lista che ha vinto le elezioni al mio paese si chiama “per una comunità solidale”

 

andar per erbe selvatiche al canto del cuculo

La pimpinella, “senza la quale nessuna insalata è buona e bella”:  ne abbiamo trovata tanta  lungo il sentiero che porta a due frazioni di Monte Marenzo, ieri, appena il sole è sbucato dall’inverno….. e poi la silene, le primule, le viole, l’erba cipollina.

Oggi nei prati  della nostra Cascina abbiamo raccolto due cesti di acetosa, uno di ortica appena spuntata, ancora silene e primule ed un poco di piantaggine. Tanti tanti radicchi che fanno risvegliare il fegato dopo il lungo inverno.

All’imbrunire ecco il primo canto del cuculo. Allora la primavera  arriva davvero.

Ce ne torniamo a casa a lavare le erbe, che domani andremo in buona parte ad essiccare per preparare la nostra deliziosa MINESTRA  SELVATICA

 

Le erbe spontanee sono così selvatiche, indomite, libere e ogm free….. mentre si raccolgono si riesce a percepire la loro capacità  di adattamento alle forze della natura:  che siano grandine, gelo, vento, fuoco, siccità…. esse superano tutti gli elementi e rifioriscono portandoci cibo e salute.

salvare i semi antichi: è il nostro impegno

Salvare i   semi per salvare la vita

Questo è il principio che guida la campagna mondiale di Vandana Shiva vicepresidente di Terra Madre Slow Food.

I contadini sono i custodi dei semi da sempre e devono potere preservarli e scambiarli liberamente.

Civiltà Contadina e la Rete dei Semi Rurali da tanto tempo portano avanti questa idea  in Italia e si scambiano gratuitamente i semi.

In Svizzera l’Istituto Prospecierara sta facendo una forte iniziativa per la salvezza dei semi antichi di ortaggi, frutta,cereali,  e vende i semi recuperati attraverso la grande distribuzione nei supermercati  Coop svizzeri.

Anche noi di Cascina Costa Antica nel nostro piccolo stiamo contribuendo a  portare avanti questo impegno:

 

  • da sempre nella nostra piccola serra di vetro  riproduciamo le nostre sementi, che ormai sono divenute un prodotto locale, vitale e produttivo
  • nell’Associazione  Agricoltori Valle San Martino stiamo recuperando antiche varietà di patate e mais
  • quest’anno abbiamo iniziato a collaborare gratuitamentre conl’Istituto svizzero Prospecierara per il recupero di due antiche varietà di lattuga ed una di fagiolo. Esperienza bellissima, anche se faticosa, visto l’andamento stagionale.

Grandi risultati  e ottima insalata. Abbiamo spedito all’Istituto 300 grammi di lattuga, partendo da pochi grammi iniziali di semi!

lattughe  trapiantate da poco

piante di  lattuga pronte per essere raccolte per la

produzione di semi

Adesso siamo pronti a nuove sfide, convinti  che dobbiamo puntare sul recupero di sementi antiche, che hanno accompagnato l’umanità e si sono attrezzate a resistere alle sfide della natura.  Ed hanno anche un buonissimo sapore!